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24/05/2004 -> Importante aggiornamento:
si è tenuta a Milano nella sede del CTI la prima riunione del Gruppo
di Lavoro "Requisiti degli impianti di ventilazione e climatizzazione
a sevizio degli ambienti in cui sia consentito fumare", all'interno
del Sottocomitato 05 "condizionamento dell'aria e refrigerazione"
del CTI, che porterà in tempi brevi alla stesura di una norma UNI
specifica per gli impianti dei locali fumatori. Per maggiori dettagli
vedi www.unide.org
Calolziocorte, giovedì 8 maggio 2003
Stiamo ricevendo una grande quantità di email in merito alla legge
sul fumo e al suo regolamento applicativo: riportiamo quindi un piccolo
elenco di domande e risposte sull'argomento, sperando di essere utili
a tutti gli interessati. Ricordiamo che Deparia Engineering ha al suo
attivo la realizzazione di numerosi locali fumatori per tutte le tipologie
di utenti (amministrazione pubblica, industria privata, locali pubblici).
Se non trovate la risposta che vi necessita, ponete liberamente la vostra
domanda a questo indirizzo: cristiano.vergani@deparia.com
1) La legge sul fumo è già
in vigore?
2) In quali locali si deve applicare la
legge sul fumo?
3) Quali sono le caratteristiche previste
per i locali fumatori?
4) La legge prevede delle dimensioni particolari
per i locali fumatori negli uffici?
5) Negli uffici, assicurando la ventilazione
prevista dalla legge, sarà possibile fumare in presenza di non
fumatori?
6) A quanto ammontano le multe per chi fuma?
7) Cosa si dovrà installare per essere
in regola con la legge, rispettando quali norme e parametri?
8) Gli impianti dovranno essere certificati?
9) Ma nei luoghi di lavoro, il fumo non
è già regolamentato dalla legge 626?
1)
D: La legge sul fumo è già in vigore?
R: La legge è stata approvata (legge 16 gennaio 2003 n.3, pubblicata
sulla G.U. il 20 genn.), ma non sarà applicabile finchè
non sarà pubblicato il regolamento tecnico applicativo sulla Gazzetta
Ufficiale, che riporterà i requisiti tecnici degli impianti di
trattamento dell'aria previsti dalla legge. Tale regolamento dovrà
essere pubblicato entro fine luglio 2003. Inoltre, le singole Regioni
hanno tempo fino a fine maggio 2003 per stabilire quali saranno le strutture
incaricate di fare i controlli e di comminare le sanzioni.
Aggiornamento al 24/07/03:
In data odierna la Conferenza Stato-Regioni ha respinto al mittente il
Regolamento applicativo della "legge antifumo". I Presidenti
delle Regioni e delle Provincie Autonome lo hanno rigettato in quanto
in contrasto con la divisione di competenze tra Stato e Regioni in termini
di provvedimenti a tutela della salute (la competenza è delle Regioni
e non dello Stato).
Vedi i seguenti links agli Atti della Conferenza Stato Regioni (doc. PDF):
Atto n.1813
Atto n.1814
Ora cosa succederà ?
Il Governo ora dovrà emettere un decreto per emendare l'art. 51
della legge 3/2003. La necessità di un regolamento applicativo
emesso dal Governo centrale verrà abrogata. In ogni caso, la legge
03/2003 ha stabilito alcuni punti fondamentali (divieto di fumo in tutti
i locali pubblici e privati aperti al pubblico, possibilità di
fumare solo nelle zone fumatori, purché di superficie inferiore
al 50% del totale e dotati di una "idonea separazione fisica"
e in depressione rispetto agli altri locali). Per quanto riguarda le portate
di ventilazione ed i requisiti tecnici degli impianti, le Regioni richiedono
l'emissione di una specifica norma (da parte dell'UNI), in base alla quale
rivedere ed integrare i propri Regolamenti di Igiene Edilizia in riferimento
ai locali fumatori. Richiedono inoltre allo Stato la modifica del comma
2 dell'articolo 51 della legge n.3/2003, in modo che sia esplicitato il
ruolo delle Regioni nella emissione del Regolamento applicativo. In base
all'esperienza, un iter di questo genere comporta un tempo molto lungo,
quantificabile in diversi anni (ammesso che lo si voglia perseguire).
Una volta aggiornati i Regolamenti di Igiene, resterebbero comunque i
famosi 12 mesi di tempo per mettersi in regola.
Aggiornamento al 29/12/03
Il governo ha abrogato il regolamento applicativo sul fumo, come previsto
dall'accordo tra Stato e Regioni, e lo ha sostituito con un DPCM (Decreto
del Presidente del consiglio dei Ministri), pubblicato in data odierna
sulla Gazzetta Ufficiale. Il DPCM 23/12/2003 (scaricalo qui in formato
PDF) riprende in sostanza i contenuti del vecchio regolamento. Cosa c'è
allora di nuovo ? Una cosa molto importante, ovvero l'avvio di un processo
di normazione, richiesto sempre dalle Regioni (vedi link dell'aggiornamento
precedente agli Atti della Conferenza Stato Regioni) che prevede la stesura
di una o più norme tecniche per la definizione del problema fumo
nei locali pubblici. Infatti, il DPCM contempla solo delle indicazioni
generali, tra l'altro assai discusse e discutibili (a poche ore dalla
pubblicazione infuria già la discussione sull'interpretazione di
alcuni passi del decreto (aria supplementare, divieto di ricircolo dell'aria
proveniente dal locale fumatori, l'indice di affollamento, ecc.), mentre
rimanda gli aspetti impiantistici veri e propri "...alle disposizioni
legislative e regolamentari vigenti in tema di sicurezza e di risparmio
energetico, come pure alle norme tecniche dell'Ente italiano di unificazione
(UNI) e del Comitato elettrotecnico italiano (CEI)".
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2)
D: In quali locali si deve applicare la legge sul
fumo?
R: negli esercizi aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro pubblici e
privati, con particolare riguardo a bar, ristoranti e uffici in genere:
in tutti questi locali, o si dovrà vietare di fumare, oppure si
dovrà allestire un locale per fumatori. Unica eccezione, i circoli
privati dove sia specificata nello statuto la facoltà di fumare.
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3)
D: Quali sono le caratteristiche previste per i
locali fumatori?
R: L'area riservata ai fumatori dovrà avere una estensione massima
inferiore al 50% del totale disponibile; dovrà essere separata
dal resto del locale per mezzo di pareti; dovrà essere in depressione
rispetto alla zona non fumatori di almeno 5 Pa; dovrà essere dotata
di mezzi di ventilazione meccanica in grado di assicurare una portata
di ricambio supplementare di almeno 30 l/sec per persona; è
previsto inoltre un indice massimo di affollamento pari a 0,7 persone
per metro quadro (cioè in un locale fumatori di 30 m2 potranno
starci al massimo 21 persone).
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4)
D: La legge prevede delle dimensioni particolari
per i locali fumatori negli uffici?
R: No, a differenza di quanto prescritto per bar e ristoranti, negli uffici
si dovranno prevedere dei locali riservati al fumo (in genere dove si
fa la pausa caffè) senza obbligo di dimensioni, tenendo però
sempre conto dell'indice di affollamento massimo pari 0,7 persone/m2.
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5)
D: Negli uffici, assicurando la ventilazione prevista
dalla legge, sarà possibile fumare in presenza di non fumatori?
R: Le opinioni in questo caso sono controverse: anche ammettendo di trasformare
l'intero ufficio in area fumatori (ammesso che sia economicamente fattibile),
esistono una serie di motivi che sconsigliano fortemente di fumare in
presenza di non fumatori in un luogo di lavoro. Innanzi tutto la civile
convivenza, quindi, il rischio per il datore di lavoro di essere trascinato
in tribunale in caso di danni comprovati alla salute degli occupanti derivanti
dal fumo (vedi anche risposta alla domanda 9). Se nell'ufficio (non aperto
al pubblico) ci sono solo fumatori, allora si può fumare, ammesso
che siano rispettate le regole previste per i locali fumatori (le misure
adottate dovranno essere riportate nella relazione sulla valutazione dei
rischi prevista dal DLGS 626/94).
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6)
D: A quanto ammontano le multe per chi fuma?
R: I fumatori che ignorano il divieto rischiano una multa da 25 a 250
euro, da raddoppiare se hanno fumato in presenza di donne incinte o bambini
minori di 12 anni. Il gestore del locale inadempiente agli obblighi di
legge richia invece da 200 a 2000 euro, aumentabili del 50% se "...gli
impianti di condizionamento dell'aria non funzionino o non siano perfettamente
efficienti." (art.5 della legge 584/75, primo comma, lettera b).
Come specificato nella risposta 1), le Regioni devono ancora stabilire
chi dovrà fare i controlli e chi dovrà irrogare le sanzioni...
fino ad allora la legge non potrà essere fatta rispettare (si è
a conoscenza di alcuni casi di multe già applicate da parte dei
Carabinieri che sono state annullate dal Giudice di Pace competente, proprio
per questo motivo).
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7)
D: Cosa si dovrà installare per essere in
regola con la legge, rispettando quali norme e parametri?
R: Non è ancora del tutto chiaro: con i dati di cui siamo a conoscenza
gli impianti sembrano praticamente irrealizzabili. In pratica, nell'area
non fumatori si dovra comunque assicurare una portata di ricambio pari
a 40 m3/h per persona (secondo norma UNI10339); nell'area fumatori, a
questa quota si dovrà sommare una portata aggiuntiva di 30 l/sec
per persona (cioè circa 108 m3/h persona), quindi un totale di
40 + 108 = 148 m3/h per persona. L'area fumatori dovrà essere separata
dal resto del locale tramite pareti, e al suo interno dovrà essere
mantenuta una pressione negativa pari a a 5 Pa. Per ottenere questo risultato,
si dovrà estrarre dall'area fumatori, immettere aria esterna nell'area
non fumatori e dotare di porta a chiusura automatica la comunicazione
tra le due aree; nella porta sarà utile inserire una griglia di
passaggio aria con sezione regolabile (alette posizionabili). Si dovrà
quindi agire sulla griglia per ottenere il valore di pressione desiderato
tra i due ambienti, da rilevare con un manometro differenziale (che d'ora
in poi dovrà essere uno strumento normalmente in dotazione all'installatore).
Il vero problema è legato alle considerevoli portate in gioco:
migliaia e migliaia di metri cubi all'ora, da raffrescare d'estate e da
riscaldare d'inverno (inoltre la Legge 10/91 impone, per queste portate,
l'adozione di un adeguato recuperatore di calore). Ancora, non bisogna
dimenticare che, per garantire il comfort degli occupanti, non è
consentito avere in ambiente velocità dell'aria superiori a 0,15
metri al secondo, fino all'altezza di due metri (norma UNI EN ISO 7730).
A questo punto, la possibilità di realizzare un impianto a tutta
aria esterna appare francamente impossibile: l'unica ipotesi realmente
percorribile è quella di destinare una quota importante della portata
complessiva al ricircolo, attraverso filtri ad alta efficienza. Vedremo
il contenuto in merito del regolamento applicativo. Le anticipazioni parlano
di divieto di ricircolo dell'aria reflua dal locale fumatori verso altri
locali, ma non si fa cenno di alcun divieto di ricircolo filtrato all'interno
dell'area fumatori.
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8)
D: Gli impianti dovranno essere certificati?
R: Gli installatori dovranno essere abilitati (vedremo da chi e in base
a che cosa, quando... non si sa) e dovranno rilasciare una certificazione
di conformità alla legge 3/2003. Ogni anno l'impianto dovrà
essere esaminato e ricertificato da tecnici abilitati (vedi sopra).
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9)
D: Ma nei luoghi di lavoro, il fumo non è
già regolamentato dalla legge 626?
R: In effetti sì. Poiché il fumo di tabacco è stato
ufficialmente classificato dallo IARC (ente che certifica internazionalmente
la pericolosità dei composti chimici) come cancerogeno di classe
I, il DLGS 626/94 può essere invocato per la tutela di qualsiasi
lavoratore dipendente esposto (titolo VII e VII-bis). Perciò il
datore di lavoro è tenuto a mettere in atto tutte le misure previste
dallo stesso DLGS (per maggiori approfondimenti vedi http://www.amblav.it/html/fumo.htm).
La questione è regolamentata anche dal DPR 303 del 1956, all'articolo
14, che riguarda i locali di riposo per i lavoratori:
"Art. 14. LOCALI DI RIPOSO.
1. Quando la sicurezza e la salute dei lavoratori, segnatamente a causa
del
tipo di attività, lo richiedono, i lavoratori devono poter disporre
di un
locale di riposo facilmente accessibile.
2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica quando il personale
lavora in uffici o in analoghi locali di lavoro che offrono equivalenti
possibilità di riposo durante la pausa.
3. I locali di riposo devono avere dimensioni sufficienti ed essere dotati
di un numero di tavoli e sedili con schienale in funzione del numero dei
lavoratori.
4. Nei locali di riposo si devono adottare misure
adeguate per la protezione
dei non fumatori contro gli inconvenienti del fumo.
...."
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